Gli Occhi Bucati

Marco Bongiorni

11 – 15 aprile 2023

Sala delle Colonne, Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 5, Milano

Progetto coordinato da Nicoletta Castellaneta e Margherita Del Castillo

Fabbrica del Vapore è lieta di ospitare Gli Occhi Bucati, un progetto di Marco Bongiorni, una mostra / laboratorio che prova ad interrogarsi sulla funzione dello sguardo contemporaneo e la sua capacità di “sentire” il mondo osservandolo.

L’artista presenta un ciclo di lavori realizzato dal 2020 ad oggi, attorno al tema dell’Uomo che piange e riflette sul tema del pianto maschile in pittura.

Nella cultura visiva occidentale l’uomo che piange non si trova di frequente, al contrario della donna piangente che rimane uno dei grandi temi da sempre affrontati in pittura. Ci sono esempi storici e importanti, come Il Cristo alla colonna di Bramante o la serie di dipinti di Aelbrecht Bouts nei quali lacrime scendono sul colto di Gesù mischiandosi con Sangue; del russo Il’ja Repin, c’è Ivan il Terribile che abraccia il figlio morente dopo averlo colpito a morte e quest’ultimo lo perdona con una lacrima rassegnata. Ci sono anche esempi più recenti, come I’m too Sad to Tell You del 1971, di Bas Jan Ader o la serie Crying Men, in cui la fotografa Sam Taylor Wood ritrae alcuni degli attori più famosi di Hollywood mentre piangono.

Per secoli le lacrime sul volto maschile sembrano essere state un tabù visivo, mentre oggi, nella cultura pop, nel cinema, in letteratura, poesia, musica, il pianto dell’uomo sta dismettendo la paura di mostrarsi. 


Gli uomini piangono dunque, con gli stessi occhi con cui vedono. I loro occhi bucati.


Lo psichiatra italiano Eugenio Borgna scrive poche righe parlando delle figure allungate di Giacometti e ce le racconta come in possesso di una nostalgia ferita in grado di generare una cascata di emozioni e di stati d’animo che discendono in noi nel guardarle e nel contemplarle e che ci trascinano nelle voragini della fragilità della condizione umana.

Per Bongiorni, gli occhi sono bucati proprio come per la scultura antica, dove la pupilla è vuota di materia per dare vita allo sguardo.

Il titolo del progetto si riferisce alla natura diaframmatica dell’organo visivo che svolge la funzione di apertura verso il mondo del visibile. Gli occhi bucati sono il passaggio che le cascate emotive di Borgna erodono nella stabilità della nostra ragione e proprio perché bucati, lasciano passare un intero mondo che da fuori vuole entrarci dentro.

Lo scrittore inglese John Berger scrive a proposito dell’opera di Giacometti che quando l’intensità dello sguardo raggiunge un certo grado, diventiamo consapevoli che un’energia altrettanto intensa viene verso di noi, attraverso l’apparenza di quello che stiamo scrutando.

Guardare è un atto fondante per il pensiero e anche per il complesso reticolo emotivo alla base di immaginazione e intuizione e Gli occhi Bucati sono lo strumento di questa fondazione. Lo sguardo contemporaneo è sottoposto ad un vero e proprio assedio di immagini. Il visivo ha invaso la pangea; si è spinto fin nello spazio o sotto gli oceani e ha persino sentito il bisogno di creare un meta-mondo per poteresi espandere.

E il nostro occhio? È rimasto quello di Lascaux? Guardiamo con lo stessa luce di Tiziano? Il nostro sguardo ha ancora il tempo? Lo stupore? La morte?


Da questi presupposti nasce Gli occhi bucati. Oltre alla serie pittorica allestita nella Sala delle Colonne di Fabbrica del Vapore, l’artista trasferirà la sua fase di lavoro dallo studio agli spazi della mostra, dando vita ad una serie di laboratori di disegno e incontri con ospiti che aiuteranno lo spettatore a “sentire”attraverso il proprio sguardo, indicando, almeno in parte, una via per un vedere empatico.